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Il nostro pensiero2019-07-31T08:06:22+00:00

La psicomotricità, nata dall’intreccio di molteplici studi (anatomia, neurofisiologia, psicologia, antropologia, filosofia…), porta in sé fin da questa matrice multidisciplinare uno sguardo rivolto alla persona nella sua globalità e complessità.

A partire dalla centralità del corpo, l’ottica psicomotoria osserva l’evoluzione del bambino tenendo conto che tutte le aree dello sviluppo sono interconnesse e interdipendenti: il bambino attraverso il corpo impara a conoscere sé e il mondo, e lo sviluppo motorio, quello cognitivo e quello affettivo, si intrecciano in permanenza nella storia di ognuno.
Il corpo così inteso è un corpo che si esprime: nel movimento e nell’agire il bambino si racconta, e noi possiamo leggere le sue tappe di sviluppo e crescita, delineandone competenze e caratteristiche.

Insieme alla centralità del corpo, la psicomotricità ha affermato il ruolo imprescindibile della relazione: la maturazione del bambino non avviene mai per pura evoluzione neuroanatomica, ma si nutre della relazione come elemento vitale.

Il ruolo dell’adulto è quindi essenziale in questo processo, e bene lo attestano i tanti studi sulle situazioni di abbandono o deprivazione, dove bambini con un corredo genetico del tutto nella norma presentano difficoltà nello sviluppo legate proprio al vuoto relazionale e affettivo che sostiene qualsiasi processo di conoscenza, sperimentazione, esplorazione, apprendimento.

A partire da questi presupposti teorici, l’intervento Neuropsicomotorio si delinea come uno strumento di lavoro privilegiato nell’età evolutiva, per aiutare e sostenere la crescita di bambini che vivono difficoltà di carattere evolutivo (fragilità temporanee in alcune tappe dello sviluppo) o legate a specifici quadri clinici.

La stanza di psicomotricità è uno spazio che favorisce la sperimentazione corporea in sicurezza e l’esplorazione di tante situazioni di gioco; il gioco di per sé, fonte di piacere e motivazione per il bambino, diventa lo scenario principale della relazione terapeutica, all’interno della quale la terapista agisce per integrare, prolungare, variare e complessificare le azioni del bambino.

Profilo professionale

La professione del TNPEE è una professione sanitaria il cui titolo abilitante è la laurea in TERAPIA DELLA NEURO E PSICOMOTRICITÀ DELL’ ETÀ EVOLUTIVA (corso di laurea triennale D.M. 270/2004 abilitante alla professione sanitaria nella Classe delle Lauree in professioni sanitarie della riabilitazione (L/SNT2) della Scuola di Medicina e Chirurgia). Il Terapista della NPEE è una figura professionale che svolge attività di abilitazione, di riabilitazione e di prevenzione nei confronti delle disabilità dell’età evolutiva (fascia di età 0 – 18 anni). La cornice teorica all’interno della quale opera il Terapista della NPEE è rappresentata dal Modello bio-psico-sociale della disabilità suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

1. 1. È individuata la figura professionale del terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, con il seguente profilo: il terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva è l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante, svolge, in collaborazione con l’équipe multiprofessionale di neuropsichiatria infantile e in collaborazione con le altre discipline dell’area pediatrica, gli interventi di prevenzione, terapia e riabilitazione delle malattie neuropsichiatriche infantili, nelle aree della neuro-psicomotricità, della neuropsicologia e della psicopatologia dello sviluppo.
2. Il terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, in riferimento alle diagnosi e alle prescrizioni mediche, nell’ambito delle specifiche competenze:
a) adatta gli interventi terapeutici alle peculiari caratteristiche dei pazienti in età evolutiva con quadri clinici multiformi che si modificano nel tempo in relazione alle funzioni emergenti;
b) individua ed elabora, nell’équipe multiprofessionale, il programma di prevenzione, di terapia e riabilitazione volto al superamento del bisogno di salute del bambino con disabilità dello sviluppo;
c) attua interventi terapeutici e riabilitativi nei disturbi percettivo-motori, neurocognitivi e nei disturbi di simbolizzazione e di interazione del bambino fin dalla nascita;
d) attua procedure rivolte all’inserimento dei soggetti portatori di disabilità e di handicap neuro-psicomotorio e cognitivo; collabora all’interno dell’équipe multiprofessionale con gli operatori scolastici per l’attuazione della prevenzione, della diagnosi funzionale e del profilo dinamico-funzionale del piano educativo individualizzato;
e) svolge attività terapeutica per le disabilità neuro-psicomotorie, psicomotorie e neuropsicologiche in età evolutiva utilizzando tecniche specifiche per fascia d’età e per singoli stadi di sviluppo;
f) attua procedure di valutazione dell’interrelazione tra funzioni affettive, funzioni cognitive e funzioni motorie per ogni singolo disturbo neurologico, neuropsicologico e psicopatologico dell’età evolutiva.
g) identifica il bisogno e realizza il bilancio diagnostico e terapeutico tra rappresentazione somatica e vissuto corporeo e tra potenzialità funzionali generali e relazione oggettuale;
h) elabora e realizza il programma terapeutico che utilizza schemi e progetti neuromotori come atti mentali e come strumenti cognitivi e meta-cognitivi; utilizza altresì la dinamica corporea come integrazione delle funzioni mentali e delle relazioni interpersonali;
i) verifica l’adozione di protesi e di ausili rispetto ai compensi neuropsicologici e al rischio psicopatologico;
l) partecipa alla riabilitazione funzionale in tutte le patologie acute e croniche dell’infanzia;
m) documenta le rispondenze della metodologia riabilitativa attuata secondo gli obiettivi di recupero funzionale e le caratteristiche proprie delle patologie che si modificano in rapporto allo sviluppo.
3. Il terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, svolge attività di studio, di didattica e di ricerca specifica applicata, e di consulenza professionale, nei servizi sanitari e nei luoghi in cui si richiede la sua competenza professionale.
4. Il terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva contribuisce alla formazione del personale di supporto e concorre direttamente all’aggiornamento relativo al proprio profilo professionale.
5. Il terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva svolge la sua attività in strutture pubbliche e private, in regime di dipendenza e libero professionale.

2. 1. Il diploma universitario di terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, conseguito ai sensi dell’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, abilita all’esercizio della professione.